
Il vetro di Murano: un percorso storico e tecnico · Episodio 3 di 6
Vetro di Murano, III: filigrana, reticello e murrine
I nomi delle tecniche muranesi non sono semplici etichette decorative. La filigrana descrive un modo di costruire motivi nel vetro caldo; il reticello indica una struttura incrociata; le murrine nascono da canne decorate, tagliate a fette. Seguire il processo dietro ogni termine rivela un’arte che dipende da tempi, calore e lavoro coordinato, e una storia in cui le forme del passato sono state continuamente reinterpretate.
Filigrana: un motivo costruito nel vetro
La filigrana non è una decorazione dipinta sull’oggetto finito. I vetrai preparano canne che contengono fili di lattimo o di vetro colorato, poi li dispongono e li fondono con il vetro trasparente mentre è ancora caldo. Il glossario tecnico del Museo del Vetro di Murano distingue la filigrana a retortoli, in cui i fili sono ritorti, dal reticello, in cui le canne si incrociano. L’intreccio forma una rete e può intrappolare piccole bolle nei punti di intersezione.
Il Museo colloca l’invenzione della filigrana nella prima metà del Cinquecento; la sua guida alle sale la attribuisce a Filippo Catani della Sirena intorno al 1527. Queste date sono attribuzioni storiche, non un brevetto conservato né un manuale contemporaneo di fornace. Il punto tecnico è che il motivo nasce da canne preparate in precedenza e deve essere fuso quando il vetro è ancora lavorabile.
Rosetta e millefiori: dalla canna al motivo
Una canna rosetta si ottiene sovrapponendo strati di vetro di colori diversi e modellandoli in uno stampo. La sezione rivela anelli concentrici e spesso una stella. Quando la canna viene allungata e tagliata in brevi segmenti, il motivo si ripete in ogni sezione. Queste fette possono diventare perle oppure essere incorporate in una massa calda per creare un decoro millefiori. Il glossario del Museo del Vetro descrive il millefiori come una decorazione che ricorda un campo fiorito: la rosetta è uno dei disegni di canna usati per ottenerlo, non un sinonimo di ogni motivo millefiori.
Murrine: il mosaico che torna al calore
Le murrine cominciano con brevi sezioni di canna decorata, disposte a freddo. La composizione viene riscaldata gradualmente finché gli elementi si ammorbidiscono e si uniscono, poi viene modellata o applicata a un’altra forma di vetro. Il Museo del Vetro ne rintraccia i precedenti nell’antichità romana e descrive la ripresa della tecnica a Murano nell’Ottocento. La sua ricostruzione mostra come i vetrai utilizzarono canne millefiori per riprendere effetti antichi e inventare nuovi disegni, compresi ritratti in miniatura.
Questi nomi sono utili perché collegano l’aspetto di un oggetto al processo che l’ha creato. Da soli, però, non ne determinano autore, data o luogo di produzione. Il designer novecentesco Carlo Scarpa, per esempio, reinterpretò la mezza filigrana in un pezzo Venini catalogato dal Metropolitan Museum of Art: al posto delle tradizionali canne trasparenti usò bacchette colorate per ottenere una nuova trama lineare. Una tecnica può quindi restare riconoscibile mentre il disegno cambia.
Per i materiali alla base di questi processi, continua con il secondo episodio su cristallo e lattimo. Nel prossimo allargheremo lo sguardo dal banco di lavoro alle persone e alle regole che organizzavano la produzione nelle fornaci di Murano. Per la storia più ampia dell’isola, torna al primo episodio.
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Fonti e approfondimenti
Definizioni di filigrana, retortoli, reticello, canne rosetta e millefiori, con descrizione dei relativi processi.
From the fourteenth to the seventeenth century: the Golden Age
La ricostruzione museale dell’affermazione della filigrana nel Cinquecento e della sua costruzione tecnica.
Glass Museum: room-by-room gallery guide
L’attribuzione della prima filigrana a Filippo Catani della Sirena intorno al 1527 e la descrizione di oggetti storici.
From mosaic glass to ‘millefiori’: murrine
La composizione e la rifusione delle murrine, i precedenti romani, la ripresa ottocentesca e i ritratti in canna millefiori.
Carlo Scarpa: Rigati e Tessuti, no. 3976
La scheda museale sulla reinterpretazione novecentesca della mezza filigrana di Carlo Scarpa per Venini.


